Sta girando l'Italia, ma in mezzo agli studenti ci sta ore e si diverte. "In fondo ho dedicato tutta la vita a formare ricercatori". Nonostante i 70 anni, il fisico Giovanni Bachelet, già tra i fondatori del Pd, nella folla di ragazzi si mimetizza, addosso la felpa nera con lo slogan: un sereno No da chi ha fame e sete di giustizia. "La toglierò solo per il confronto in tv", lui versus il ministro Nordio, stasera da Vespa su Rai Uno. "Il caso ha voluto che fosse proprio il 12 febbraio", cioè il giorno in cui le Brigate Rosse uccisero nel 1980 suo padre Vittorio, vicepresidente del Csm. "Sospetto che di questa riforma a mio padre non sarebbe piaciuto nulla, ma è morto quando avevo 24 anni. Da allora alle mie opinioni contrarie hanno contribuito soprattutto Craxi, Berlusconi e ora Nordio".

Professor Giovanni Bachelet, da 50 giorni viaggia e fa dibattiti 14 ore al giorno, da Desenzano a Salemi. Si è chiesto: chi me l'ha fatto fare?

"Non avrei mai immaginato di essere chiamato a coordinare, alla mia veneranda età, la campagna per il No nel referendum costituzionale di un’immenso comitato fatto di sindacati e associazioni (CGIL, Acli, Arci, Libera, Anpi, Articolo 21, No bavaglio, Pax Christi e altre 50 piccole e grandi, un totale di diversi milioni di aderenti). Ne sono stato onorato e ho risposto con riserva: da nonno e da figlio, contribuisco all’organizzazione di 8 nipotini e una mamma di 102 anni. Ma moglie, figli e sorella mi hanno autorizzato e incoraggiato, e mi è toccato dire di sí. Del resto anche da semplice militante ero certo di contribuire a una battaglia che riguarda proprio figli e nipotini: non sono in ballo una bega fra magistrati e governo o le prossime elezioni, ma l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario nell’Italia in cui vivranno le prossime generazioni".

Dal fronte del sì gridano alla menzogna: nella riforma non c'è scritto che salta l'autonomia della magistratura.

"La riforma smantella il Csm per creare tre nuovi organi in cui saranno gli eletti della politica, favoriti da un sorteggio ben temperato e non dalla lotteria secca destinata ai magistrati, ad avere la meglio. Il potere giudiziario ne risulta ridimensionato. Del resto il potere esecutivo nell’approvare questa legge costituzionale si è già mangiato il potere legislativo: la legge è stata blindata, dopo quattro letture il testo è identico a quello governativo iniziale".

E' sorpreso dal coinvolgimento diretto di Marina Berlusconi, secondo cui al Csm c'è tuttora il mercato delle nomine?

"No. Quando ero in Parlamento, suo padre Silvio descriveva i magistrati come disturbati mentali; in quella e in altre legislature nelle quali aveva vinto le elezioni, ha proposto riforme del Titolo IV mai andate in porto perché minoritarie anche nel centrodestra. Solo la blindatura del testo ha consentito, stavolta, l’approvazione. Celebrata in aula con brindisi alla sua memoria. Proprio mentre il Csm, guidato da un (bravissimo) laico proposto dal centrodestra, Fabio Pinelli, sta facendo un ottimo lavoro, tra l’altro con molte sentenze disciplinari votate all’unanimità e quasi nessuna impugnata dal Ministro. Il quale contro ogni evidenza parla di “giustizia domestica”, dimenticando che nel tremendo scandalo di qualche anno fa l’unico a salvarsi è stato un parlamentare le cui intercettazioni non potevano essere utilizzate. Mentre Palamara è stato radiato dalla magistratura e ha subito anche una condanna penale: un bel testimonial del Si.

Suo padre, amico di Moro e Zaccagnini, già presidente dell'Azione cattolica, ucciso sulle scale della Sapienza, fu vicepresidente del Csm. Fatale chiedersi cosa avrebbe pensato di questa riforma.

“Fatale ma inappropriato. Piú utile forse riferire le sue parole del dicembre 1976, all’insediamento come vicepresidente del Csm: «Questo Consiglio inizia una vita nuova non solo per il fatto che esso è rinnovato per essersi tenute nuove elezioni; ma anche perché si tratta di un Consiglio eletto in base ad una nuova legge elettorale che ha favorito una presenza più variata di posizioni e intenti per garantire in esso una larga rappresentanza di tutti gli orientamenti, le forze, i contributi presenti nella Magistratura.» Era il primo Csm eletto con metodo proporzionale, nel quale le correnti, oggi demonizzate dalla destra, consentirono l’elezione di una nuova generazione di magistrati.

Come giudica gli attacchi alla Cassazione, dopo l'accoglimento del quesito delle 500mila firme?

"Mi pare una tecnica nuova ed eversiva: quando governo e maggioranza attaccano e intimidiscono singoli magistrati per singole sentenze sgradite, siamo di fronte a un salto di qualità nei rapporti fra potere esecutivo e giudiziario. Il filosofo Maritain diceva che nessuna democrazia sopravvive senza un nucleo etico comune. Dobbiamo resistere a questa barbarie democratica votando No.”