Il 22 e 23 marzo si terrà il referendum confermativo sulla legge voluta dal governo Meloni, che riforma 7 articoli della nostra Carta in tema di giustizia. Ecco perché ci siamo schierati.

Il 22 e 23 marzo siamo chiamati a votare un referendum sulla legge che modifica, in tema di giustizia, diversi articoli della Costituzione. È una materia difficile per i non addetti ai lavori, ma se la riforma dovesse passare avrebbe ripercussioni sulla vita di tutti noi. I temi della giustizia sono al centro delle politiche di Legambiente da sempre. Fin dalla nostra nascita ci siamo impegnati per conquistare leggi sulla difesa dell’ambiente e della salute, per poi ricorrere alla giustizia per farle rispettare. Non potevamo, insomma, non prendere posizione: l’abbiamo fatto schierandoci per il “no”. Sono sette le modifiche alla Costituzione e le abbiamo considerate nel loro complesso, avendo chiaro che la riforma inciderebbe sull’equilibrio tra i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Ciò che serve è far “funzionare” la giustizia, con risorse, personale e potenziamento tecnologico. Non depotenziare l’autonomia della magistratura. Trattandosi di una legge costituzionale, in questa consultazione referendaria non ci sarà bisogno di un quorum: basterà un solo voto per confermare o meno le modifiche. Sta a noi capire la posta in gioco. Ci facciamo aiutare dal professore Giovanni Bachelet, presidente del comitato Società civile per il no.

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