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Pino Gesmundo, segretario del Comitato Società Civile per il No, ha inviato un esposto al Consiglio Nazionale forense per segnalare che lo scorso 13 febbraio ad Aversa, si è tenuto un convegno organizzato dalla Camera Penale di Napoli Nor e dal Comitato per il Si, nella locandina dell’evento era riportato che la partecipazione avrebbe dato diritto a crediti formativi.
Scrive Gesmundo: “la natura dichiaratamente schierata dell’iniziativa, promossa con un comitato referendario espressione di una precisa opzione di voto, introduce un evidente elemento di parzialità politica incompatibile con i principi di imparzialità, autonomia e terzietà che devono connotare le istituzioni forensi. L’art. 97 della Costituzione impone il principio di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa, principio applicabile anche agli ordini professionali quali enti pubblici non economici. L’art. 3 della Costituzione tutela il principio di uguaglianza e neutralità dell’azione pubblica, che verrebbe compromesso laddove il sistema della formazione continua fosse utilizzato per incentivare la partecipazione a iniziative connotate politicamente”.
“Inoltre – aggiunge il segretario del Comitato Società Civile per il No - ’attribuzione dei crediti formativi, ove non deliberata dall’ordine territorialmente competente, risulterebbe in contrasto con il Regolamento del Consiglio Nazionale Forense sulla formazione continua, che riserva ai Consigli dell’Ordine la competenza esclusiva in materia di accreditamento. La Camera Penale, quale associazione forense, non risulta titolare del potere di deliberare autonomamente il riconoscimento di crediti formativi”.
La richiesta di Gesmundo Al Consiglio Nazionale Forense è chiara “verificare con urgenza la legittimità dell’attribuzione dei crediti formativi annunciati; accertare l’eventuale esistenza di una formale delibera autorizzativa del Consiglio dell’Ordine competente; In caso di accertata irregolarità, di revocare immediatamente il riconoscimento dei crediti formativi; adottare ogni provvedimento ritenuto opportuno dell’imparzialità dell’istituzione forense”

