Nei giorni passati con esposti e ripetuti comunicati abbiamo denunciato all’AGCOM gravi squilibri nei programmi d’informazione di alcune emittenti televisive rispetto ai canoni della par condicio.

Abbiamo segnalato in particolare il comportamento di alcune trasmissioni e dei loro conduttori che hanno disatteso vistosamente le regole d’imparzialità prescritte dalla legge n.28 del 2000. In particolare: Fuori dal Coro e Quarta Repubblica di Rate 4, Far West di Rai 3, Due di Picche di Rai 2 e Omnibus del fine settimana.

Abbiamo sottolineato il richiamo fatto dalla stessa Autorità a tutte le emittenti nella riunione del 4 marzo nella quale segnalava una presenza particolarmente elevata del Governo nei telegiornali in modo trasversale in tutte le emittenti monitorate.

Abbiamo stigmatizzato in particolare il fatto che nonostante questa situazione di grave squilibrio riconosciuta dalla stessa Autorità, almeno per quanto riguarda il Governo, il Collegio che ha il compito di garantire, in condizioni di equilibrio, i cittadini votanti del rispetto degli equilibri tra le diverse posizioni durante la campagna referendaria, non si riunisca tempestivamente.

È singolare che di fronte a questo quadro, estremamente preoccupante, l’Autorità abbia ritenuto opportuno riunirsi una volta il 4 marzo 2026, con un annesso comunicato e una seconda volta, a quanto sembra, l’11 marzo senza emettere alcun comunicato, cosa di per sé abbastanza inconsueta.

Si ha ora notizia dalle agenzie che la trasmissione settimanale di “Quarta Repubblica” diretta da Nicola Porro su Rete 4, nella puntata di oggi (lunedì 16 marzo) presenta dei gravissimi squilibri. Oltre ad un’intervista alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il punto sul referendum avrà come ospiti: Alessandro Sallusti, Gaia Tortora, Nicolò Zanon, Raffaele Della Valle, Andrea Ruggieri, Dario Fabbri, Piero Sansonetti, Paola Concia, Tonino Cantelmi e Giuseppe Cruciani.

È chiaro che, se tutto questo corrispondesse al vero, l’Agcom non potrebbe certamente riunirsi dopo qualche giorno e magari emettere richiami tardivi che avrebbero il sapore della beffa.

Conosciamo la composizione dell’Autorità, presieduta da Giacomo Lasorella ed affiancato da quattro commissari, di nomina parlamentare e quindi con trasparenti indicazioni politiche, Laura Aria, (Forza Italia), Massimiliano Capitanio (Lega Nord), Elisa Giomi (Movimento 5 Stelle) e Antonello Giacomelli (Partito democratico).

Ci appelliamo alla responsabilità particolarmente forte di un organo elettivo. Ci aspettiamo che l’Autorità sappia essere all’altezza dei suoi compiti e adotti provvedimenti immediati di riequilibrio e sorvegli con cadenza quotidiana il comportamento delle emittenti in questi delicatissimi giorni finali della campagna referendaria.

Se questo non accadesse i cittadini responsabili dovrebbero manifestare civilmente il loro dissenso verso un comportamento che comprometterebbe il loro diritto costituzionale ad un’informazione corretta.
 


Il direttivo del Comito Società Civile per il NO

Giovanni Bachelet, presidente Comitato Società Civile per il No
Rosy Bindi,
Christian Ferrari, Cgil
Giuseppe Gesmundo, segretario Comitato
Gianfranco Pagliarulo, Anpi
Daniela Padoan, Libertà e Giustizia
Carlo Testini, Arci
Italo Sandrini, Acli
Silvia Albano, Magistratura Democratica
Gaetano Azzariti, Salviamo la Costituzione
Gianpiero Cioffredi, Libera
Benedetta Tobagi
Giulio Marcon, Sbilanciamoci
Alfiero Grandi, Comitato Democrazia Costituzionale
Simone Rossi
Maria Agostina Cabiddu
Roberto Lamacchia
Francesco Pallante
Marco Filippeschi, Ali
Salvatore Borsellino, Agende Rosse e Coodinamento Familiari Vittime di Stragi e Attentati
Vincenzo Vita, Articolo21
Roberto Zaccaria