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BENEDETTA TOBAGI GIORNALISTA
Intervenendo questo pomeriggio a Modena ad un confronto sulle ragioni del Si e quelle del No, Benedetta Tobagi, direttivo Comitato Società Civile per il No, ha tra l’altro detto: “Stamattina a Potenza Nordio - smentendo le sue stesse dichiarazioni- ha avuto l’ardire di affermare che ‘Con la riforma i processi saranno velocizzati perché si renderanno più efficienti sia gli uffici sia perché la Corte disciplinare renderà più responsabili quei magistrati che magari sono abbastanza pigri nel depositare le sentenze o nel gestire processi? ”.
“Per risolvere un problema reale e pesante per i cittadini e le cittadine come la lentezza della giustizia, - ha aggiunto Tobagi - bisognerebbe fare diagnosi corrette per predisporre rimedi adeguati. Nordio non nomina l’elefante nella stanza, la cronica carenza di personale e risorse che affligge la giustizia. Dalle gravissime lacune di organico nel personale amministrativo: rispetto a un fabbisogno che il ministero fissa in 46.000 unità, ce ne sono solo 30.000 (includendo i famosi 12000 precari non stabilizzati). In alcuni uffici manca il 50% del personale. Al processo penale telematico che, nonostante la formale data di entrata a regime del 1 gennaio 2026, continua a zoppicare per via delle quotidiane criticità strutturali rilevate tanto dalla magistratura che dall'Avvocatura, nonché sotto il peso delle gravi inadeguatezze di rete e dotazione informatica che di fatto non consentono agli uffici giudiziari di adeguarsi al mondo lavorativo moderno”.
“E il problema sarebbero i giudici pigri?”. Ha domandato l’esponente del Comitato Società Civile per No, che ha aggiunto: “Il ministro Nordio usa i magistrati, anche loro sottorganico e oberati di lavoro, ancora una volta come capro espiatorio. Dimentica il ministro Nordio che secondo l’art 110 della Costituzione compete a lui, al ministro “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”.
“E se davvero i giudizi disciplinari fossero parte del problema (anche se il vicepresidente Csm ha detto più volte che funzionano bene), perché non interviene? Ha il potere sia di avviare l’azione disciplinare, sia di impugnare le sentenze, ma in oltre due anni non l’ha fatto praticamente mai.
Qui l’unico pigro sembra essere lui. Pensasse a fare meglio il suo lavoro, anziché scassinare la Costituzione”. Ha concluso Benedetta Tobagi.

