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Perché a tutt’oggi non è ancora disponibile sul sito dell’Autorità un monitoraggio giornaliero redatto in forma chiara e comprensibile dei tempi dedicati alle due diverse posizioni nei telegiornali e nei programmi di informazione delle principali emittenti. Sarebbe anche utile osservare sotto questo profilo anche l’imparzialità dei conduttori nei programmi di informazione e di intrattenimento così come la legge richiede?
In sintesi, la partita di un referendum così importante verrà giocata senza arbitro e senza Var?
In secondo luogo, è lecito che Radio radicale che per una parte delle sue trasmissioni è radio di partito (e quindi come tale sottratta alle regole di par condicio), ma che, per un’altra parte delle trasmissioni, svolge un’attività di pubblico interesse e per questo gode di un finanziamento pubblico, non trascurabile, possa fare, come sta facendo, una campagna imponente e decisamente orientata al sostegno delle ragioni del SI?
Diciamo tutto questo senza sminuire il nostro giudizio di grande considerazione verso il lavoro meritorio che in tutti questi anni Radio radicale e i suoi giornalisti hanno egregiamente svolto.

