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“Il Comitato Società Civile per il No aderisce e sostiene l’iniziativa di Enrico Grosso, presidente del Comitato GiustoDireNo, di appellarsi a deputati e senatori per consentire il voto dei cittadine e delle cittadine fuori sede”. Lo afferma Giovanni Bachelet presidente del Comitato Società Civile per il No.
“Impedire a studenti e studentesse, a lavoratori e lavoratrici fuori sede di esercitare il diritto di voto è una gravissima violazione delle regole democratiche”, aggiunge “costringere chi al momento del voto non risiede nel proprio comune a pagare di tasca propria un biglietto di treno o aereo per poter votare è un vulnus difficilmente sanabile. Un tempo almeno sui biglietti ferroviari di chi andava a votare c’erano elevati sconti, adesso valgono solo per alcuni vettori e alcune tratte”.


“Come mai, si domanda il professor Bachelet, il governo, che lo aveva consentito per i referendum di una decina di mesi fa, adesso vuole impedire che 5 milioni e mezzo di elettori ed elettrici vadano a votare? Un altro segnale di terrore dopo gli ultimi sondaggi?”. “L’articolo 1 della Costituzione afferma che la “sovranità appartiene al popolo”, ma spetta a chi ci governa pro tempore rendere effettivo l’esercizio di questa sovranità”.
“Per tale ragione, - aggiunge il Presidente del Comitato Società Civile per il No - faccio mia la proposta del presidente di GiustoDireNo, professor Enrico Grosso, che tutti i comitati referendari del Si e del No, insieme, scrivano ai parlamentari e ai senatori affinché approvino un provvedimento urgente per consentire ai fuori sede di votare. I tempi tecnici ci sono, la volontà politica?”.
“Il nostro impegno -conclude Bachelet – è di sostenere e incentivare la partecipazione, vero alimento della democrazia, specialmente quando sono in gioco non il governo e le prossime elezioni, ma la Costituzione e le prossime generazioni”.

