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SOGGETTI ADERENTI E PROFILO DEL COMITATO
Il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” è promosso e formato da associazioni espressione della società civile: Anpi, Acli, Arci, Cgil, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente, Giuristi Democratici, Salviamo la Costituzione, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Sbilanciamoci, Auser, Lega per le autonomie locali, Articolo 21, Pax Christi, Centro per la riforma dello Stato, Medicina Democratica, Comitati per il NO ad ogni autonomia differenziata, Movimenti per l’acqua bene comune, Lavoratori precari della giustizia, Insieme per la giustizia, Comma 2 Lavoro e Dignità, Rete della Conoscenza, Rete degli Studenti Medi, Rete #NOBAVAGLIO, Unione degli Universitari, Costituzionalisti per il NO.
Tantissime altre realtà e personalità, nazionali e territoriali, hanno aderito o stanno aderendo al comitato, che vuole essere il più largo, inclusivo e trasversale possibile, allo scopo di coinvolgere associazioni, movimenti, cittadini e figure del mondo della cultura, del civismo e dell’università.
Per questo rivolgiamo un appello e l’invito ad aderire a tutte e tutti coloro che intendono impegnarsi in una battaglia democratica per difendere la nostra Costituzione e respingere la Legge Nordio.
STRUTTURA E COMPOSIZIONE DEL COMITATO
Presiede il comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” il professor Giovanni Bachelet, affiancato da personalità di grande rilievo e da un comitato scientifico di illustri giuristi e costituzionalisti che sostengono le ragioni del NO.
Il primo obiettivo è diffondere e ramificare il comitato su tutti i territori del nostro Paese, organizzando iniziative locali e parlando direttamente a quante più persone possibili.
LA POSTA IN GIOCO È ALTISSIMA
È in gioco la nostra Costituzione, e con essa gli equilibri e la qualità della nostra democrazia.
L’indipendenza del potere giudiziario non è un privilegio, ma l’unica garanzia affinché tutte le cittadine e i cittadini siano uguali davanti alla legge. La legge Nordio, invece, punta a una giustizia indulgente con i potenti, per garantire impunità e mani libere da qualunque controllo di legalità, e feroce con i deboli. È innanzitutto questa la ragione della nostra contrarietà.
Ma per noi chiedere di votare NO a questa vera e propria controriforma del Titolo V della Costituzione significa, inoltre, contrastare il progetto di fondo che ne sta alla base. Un progetto complessivo esplicitamente dichiarato e portato avanti dalle forze politiche di maggioranza. Un progetto complessivo che, attraverso l’autonomia differenziata, il premierato e l’attacco all’autonomia della magistratura, punta al cuore dei valori e dei principi fondamentali della nostra democrazia costituzionale, al fine di realizzare una concentrazione e una verticalizzazione del potere senza precedenti e senza paragoni nelle altre democrazie occidentali.
La nostra idea è radicalmente alternativa e coincide con quella disegnata dalle madri e dai padri costituenti, secondo la quale i cittadini, attraverso i corpi intermedi (partiti, forze sociali, associazioni, realtà della società civile), partecipano attivamente alla vita democratica, contribuendo e incidendo sulle decisioni economiche e sociali destinate a ricadere sulle vite delle persone e sulle prospettive del Paese.
Fermiamo la Legge Nordio.
Salvaguardiamo gli equilibri della nostra democrazia.
Salviamo la nostra Costituzione.

